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Norma CEI 11-27: come gestire il rischio elettrico


Norma CEI 11-27: come gestire il rischio elettrico

Norma CEI 11-27 e rischio elettrico: tutte le informazioni necessarie per prevenire gli incidenti e garantire la sicurezza degli impianti elettrici.

 




La Norma CEI 11-27 rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare in modo efficace il rischio elettrico e per garantire la sicurezza degli impianti elettrici, sia a livello domestico che industriale.

Questa norma, emanata dalla Comitato Elettrotecnico Italiano - CEI - fornisce direttive chiare e precise per:

  • progettazione, installazione e manutenzione degli impianti elettrici;

  • minimizzare il rischio di incidenti;

  • preservare la vita e l'incolumità delle persone.

 

Uno degli obiettivi principali della Norma CEI 11-27 è garantire che gli impianti elettrici siano progettati e realizzati in conformità con le norme di sicurezza. Promuove inoltre l'adozione di misure preventive e l'installazione di dispositivi di protezione adeguati.

Il documento normativo viene periodicamente aggiornato per tenere conto degli sviluppi tecnologici nel settore dell'elettricità. Gli aggiornamenti mirano a garantire che la norma rimanga allineata con gli standard di sicurezza più recenti e a fornire indicazioni aggiornate per affrontare le sfide emergenti.

 

A cosa si applica la norma CEI 11-27

La CEI 11-27 si applica a tutti i lavori in cui è presente il rischio elettrico, indipendentemente dalla natura del lavoro stesso.

Si applica pertanto a tutti gli impianti elettrici, fissi o mobili, permanenti o temporanei, ma anche ai lavori non elettrici come ad esempio lavori edili eseguiti in vicinanza di impianti elettrici.

Per stabilire se un lavoro è da considerarsi elettrico o meno, per individuare di che lavoro elettrico si tratta e le relative misure di protezione da adottare, la norma definisce le distanze DL e DV e DA9 e la nuova DW.

  • Distanza DL - delimita lo spazio intorno alle parti attive, detto zona di lavoro sotto tensione, nel quale non è assicurato il livello di isolamento atto a prevenire il pericolo elettrico.

  • Distanza DV - delimita lo spazio esterno alla zona di lavoro sotto tensione, detto zona in prossimità.

  • Distanza DA9 - delimita lo spazio esterno alla zona in prossimità, detto zona di lavoro non elettrico

  • Distanza DW - Working Distance - Novità 2025 - Introdotta con la VI edizione, rappresenta la distanza ergonomica di lavoro. Serve a calcolare lo spazio necessario per l'operatore, tenendo conto dei movimenti involontari e dell'ingombro degli attrezzi, per evitare l'ingresso accidentale nella zona di pericolo.

 

 

Cosa prevede la norma CEI 11-27 edizione 2025?

Nel 2025 è stata pubblicata la VI Edizione della norma, che recepisce la direttiva europea CEI EN 50110-1:2024 e sostituisce la precedente del 2021. 

Entrata in vigore e periodo transitorio

La nuova Norma CEI 11-27:2025 è entrata in vigore il 1° novembre 2025, sostituendo l'edizione 2021, ma con un periodo transitorio che permette l'applicazione della normativa precedente fino al 29 maggio 2026

Durante questo intervallo, entrambe le versioni sono valide, consentendo alle aziende di adeguarsi gradualmente.

Le modifiche apportate rispetto alla precedente edizione riguardano i seguenti aspetti.

  • Aggiornamento della definizione di RI, URL e PL in linea con gli standard UE

  • Introduzione della Distanza di Lavoro - Dw

  • Precisazioni in merito al lavoro elettrico e ai controlli funzionali - misure elettriche

  • Nuovi obblighi sulla formazione pratica che deve essere svolta in presenza

  • Inserimento dell’Allegato H per la valutazione del rischio Arco Elettrico

 

RI, URL e PL - Responsabili della sicurezza dell’impianto

L'aggiornamento del 2025 della norma CEI 11-27 ha consolidato le definizioni delle figure coinvolte nella sicurezza elettrica.

RI - Responsabile dell'Impianto

La definizione del RI indica che si tratta della persona designata per la conduzione dell'impianto elettrico "durante l'attività lavorativa". 

La norma ha chiarito che il ruolo del RI è attivo solo durante i lavori elettrici sull'impianto. Questa modifica rappresenta una precisazione, senza alterare sostanzialmente le responsabilità assegnate a questa figura.

 

URL - Unità Responsabile del Lavoro

L'URL è l'unità o la persona incaricata di preparare ed eseguire il lavoro elettrico. 

È stato sottolineato che l'URL non solo esegue il lavoro, ma ne è anche responsabile della preparazione. Questa modifica evidenzia l'importanza di attribuire un ruolo chiave all'URL nel garantire la corretta pianificazione e l'esecuzione sicura dei lavori elettrici.

 

PL - Preposto Lavori

Il PL è definito come la persona preposta alla conduzione dell'attività lavorativa

Questa modifica enfatizza il ruolo individuale del PL nella supervisione e nel coordinamento delle attività sul campo.

Le modifiche apportate alle definizioni di queste figure mirano a fornire maggiore chiarezza sui ruoli e le responsabilità all'interno del contesto della sicurezza elettrica. 

È fondamentale che le organizzazioni e gli operatori del settore comprendano appieno queste definizioni aggiornate, al fine di garantire una corretta attribuzione delle responsabilità e una gestione efficace dei rischi elettrici durante le attività lavorative.

 

Prescrizioni minime per le misure di protezione negli impianti elettrici

La norma CEI 11-27 stabilisce una serie di prescrizioni minime per le misure di protezione negli impianti elettrici, al fine di garantire un ambiente di lavoro sicuro e prevenire i rischi derivanti dall'esposizione all'elettricità.

Di seguito sono elencate alcune delle prescrizioni minime previste dalla norma:

  • Protezione contro i contatti diretti: l'impianto elettrico deve essere progettato e realizzato in modo tale da evitare i contatti diretti con parti sotto tensione. Ciò implica l'uso di barriere o involucri isolanti, l'adozione di distanze di sicurezza adeguate e l'installazione di dispositivi di protezione come schermi o protezioni fisse.

  • Protezione contro i contatti indiretti: devono essere adottate misure per prevenire i contatti indiretti, che si verificano quando una persona entra in contatto con parti conduttive che potrebbero diventare sotto tensione in caso di guasto. La norma richiede l'installazione di interruttori differenziali sensibili, in grado di rilevare anche minime differenze di corrente, al fine di interrompere immediatamente l'alimentazione e prevenire l'insorgenza di situazioni pericolose.

  • Protezione contro le sovratensioni: l'impianto deve essere dotato di dispositivi di protezione contro le sovratensioni transitorie e permanenti, al fine di evitare danni agli apparecchi elettrici e garantire la continuità dell'alimentazione. 

  • Messa a terra degli impianti: la norma prevede la corretta messa a terra degli impianti elettrici, riducendo il rischio di tensioni pericolose in caso di guasti o di scariche atmosferiche. Ciò include la scelta di sistemi di messa a terra adeguati e il dimensionamento corretto dei conduttori di terra.

  • Scelta e installazione di dispositivi di protezione: la norma indica criteri specifici per la scelta e l'installazione di dispositivi di protezione, come fusibili, interruttori magnetotermici e interruttori differenziali, al fine di proteggere l'impianto e prevenire i rischi derivanti da sovraccarichi o cortocircuiti.

 

Queste sono solo alcune delle prescrizioni minime. È importante consultare il testo completo della norma per avere una visione completa delle disposizioni e delle indicazioni specifiche, e per garantire la sicurezza degli impianti elettrici.

 

 

Classificazione dei cantieri

Il documento, oltre a fornire linee guida per la gestione del rischio elettrico negli impianti, fornisce anche una classificazione dei cantieri in base alla loro complessità e alle misure di protezione richieste.

Questa classificazione aiuta a determinare le misure di sicurezza e le precauzioni necessarie da adottare durante le attività di cantiere.

 

Cantiere di classe A

Si tratta di cantieri con una complessità relativamente bassa, dove le misure di protezione richieste sono di base. 

Questa categoria può includere ad esempio lavori di manutenzione ordinaria, installazione di impianti elettrici di piccola scala o interventi di ristrutturazione semplici.

 

Cantiere di classe B

Questa categoria riguarda cantieri di complessità media, dove sono richieste misure di protezione più avanzate rispetto alla classe A. 

I cantieri di classe B possono coinvolgere ad esempio lavori di costruzione di edifici, installazione di impianti elettrici di media complessità o lavori di manutenzione su impianti esistenti.

 

Cantiere di classe C

Si tratta di cantieri di complessità elevata, che richiedono misure di protezione particolarmente sofisticate e rigorose. 

Questa categoria può includere, ad esempio, grandi opere di ingegneria civile, impianti industriali complessi o lavori in ambienti ad alto rischio.

 

La classificazione dei cantieri permette di identificare il livello di rischio elettrico associato a ciascun cantiere, per poter stabilire le misure di protezione necessarie per garantire la sicurezza degli operatori e delle persone coinvolte

 

Selezione dei dispositivi di protezione 

La norma fornisce indicazioni dettagliate sulla selezione, l'installazione e l'utilizzo dei dispositivi di protezione nei sistemi elettrici.

Questi dispositivi di protezione sono fondamentali per prevenire i rischi elettrici, garantendo la sicurezza degli impianti e delle persone che vi operano. 

Ecco una panoramica dei principali dispositivi di protezione secondo la Norma CEI 11-27:

  • Fusibili: sono dispositivi di protezione che vengono utilizzati per proteggere i circuiti elettrici da sovraccarichi e cortocircuiti.

  • Interruttori automatici: sono dispositivi di protezione che vengono utilizzati per interrompere il flusso di corrente in caso di sovraccarico o cortocircuito. 

  • Dispositivi di protezione differenziale: noti anche come interruttori differenziali o salvavita, sono utilizzati per rilevare le correnti di dispersione che possono causare pericolosi contatti diretti o indiretti. 

  • Dispositivi di protezione contro le sovratensioni: utilizzati per proteggere gli impianti elettrici da picchi di tensione che possono danneggiare apparecchiature elettroniche sensibili. 

  • Dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche: include l'installazione di sistemi di messa a terra adeguati, parafulmini e dispositivi di protezione contro le sovratensioni transitorie indotte dalle scariche atmosferiche.

 

DPI contro i rischi elettrici

I Dispositivi di Protezione Individuale - DPI - rappresentano un componente fondamentale per garantire la sicurezza degli operatori che lavorano in ambienti a rischio elettrico. 

L’art. 80 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che il datore di lavoro deve prendere tutte le precauzioni necessarie affinché i lavoratori non corrano pericoli nell’utilizzo di impianti e apparecchiature elettriche. 

Per farlo deve effettuare la valutazione dei rischi, che gli consente di adottare le misure di prevenzione opportune e di individuare i DPI necessari. Inoltre, il datore di lavoro deve assicurarsi che le procedure di sicurezza vengano applicate.

L’edizione 2021 della Norma CEI 11-27 fornisce linee guida specifiche per la selezione, l'utilizzo e la manutenzione dei DPI.

Tra i DPI obbligatori per proteggere i lavoratori da potenziali lesioni o morte troviamo:

  • Guanti di protezione: per proteggere le mani degli operatori dagli effetti nocivi delle tensioni e delle correnti elettriche. Devono essere realizzati con materiali isolanti, come lattice o gomma, e devono essere selezionati in base alla tensione di lavoro dell'impianto e alla classe di protezione richiesta.

  • Calzature di sicurezza: per proteggere i piedi dagli effetti di contatti elettrici, cadute di oggetti pesanti e lesioni causate da agenti chimici. Devono essere conformi alle norme di sicurezza pertinenti e dotate di suola antiscivolo e resistente agli agenti chimici.

  • Caschi di protezione: essenziali per proteggere la testa dagli urti e dai colpi causati da cadute di oggetti o impatti accidentali. Devono essere conformi alle norme di sicurezza e possono essere dotati di un sistema di isolamento elettrico, a seconda dell'ambiente di lavoro. 

  • Occhiali di sicurezza: proteggono gli occhi dagli agenti chimici, dalle particelle volanti e dai potenziali rischi elettrici come scintille o flash. Devono essere resistenti agli impatti e conformi alle norme di sicurezza applicabili. 

  • Abbigliamento protettivo: fondamentale per proteggere il corpo dagli agenti chimici, dal calore, dalle fiamme e da altri rischi correlati all'ambiente elettrico. 

  • Dispositivi di protezione per il viso: come schermi facciali o visiere, sono utilizzati per proteggere il viso dagli agenti chimici, dalle scintille e dai flash elettrici. 

 

 

Formazione per Operatori Elettrici

Il D.Lgs. 81/08 stabilisce che per svolgere i vari tipi di lavori elettrici occorre un personale qualificato e informato sui pericoli derivanti dal rischio elettrico, in possesso di tutti i requisiti per svolgere mansioni sotto tensione. 

La norma CEI 11-27, di concerto con quanto indicato dal testo unico della sicurezza, ha stabilito che, a seconda del loro grado di competenza, a queste figure professionali vengano attribuite le qualifiche di PES, PAV e PEI.

Il corso di formazione PES PAV PEI è fondamentale per fornire agli operatori elettrici le competenze necessarie per lavorare in sicurezza sugli impianti elettrici.

L’attestato, rilasciato al termine del corso, certifica la formazione necessaria per svolgere le attività di installazione, riparazione e manutenzione su parti sotto tensione, o potenzialmente sotto tensione.

Inoltre, è necessario fornire agli addetti una formazione di aggiornamento per mantenere le competenze e le conoscenze previste, al passo con gli sviluppi normativi e tecnologici nel campo della sicurezza elettrica.

A tal proposito, con l'entrata in vigore della nuova Norma CEI 11-27:2025 - avvenuta il 1° novembre 2025 - sono state introdotte modifiche sostanziali alle modalità di erogazione della formazione. 

La nuova edizione specifica che la parte teorica può essere svolta solo tramite corsi frontali in aula o in videoconferenza sincrona, mentre non è più ammessa la modalità e-learning

Per quanto riguarda la parte pratica, questa deve essere svolta esclusivamente in presenza. É infatti necessario provare fisicamente le manovre e l'uso dei DPI, rendendo non valide le modalità a distanza per l'addestramento operativo. 

Resta infine confermato l'obbligo di aggiornamento con cadenza quinquennale della durata di 4 ore.

Ti ricordiamo che la formazione in e-learning è ancora valida, purché l'attestato venga conseguito entro il 29 maggio 2026.  Superata questa data, le nuove restrizioni sull'addestramento pratico e sulla presenza entreranno in vigore in modo definitivo.

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