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Guida ai DPI per le Vie Respiratorie di Terza Categoria: Normativa, Tipologie e Formazione


Guida ai DPI per le Vie Respiratorie di Terza Categoria: Normativa, Tipologie e Formazione

Scopri la guida definitiva sui DPI per le vie respiratorie di terza categoria. Classificazione, normativa D.Lgs 81/2008 e obblighi di addestramento pratico.



I DPI per vie respiratorie sono dispositivi salvavita destinati alla protezione dell'apparato respiratorio da gas, vapori, aerosol e polveri potenzialmente nocive. 

Appartengono alla terza categoria della classificazione normativa, in quanto proteggono da rischi capaci di causare morte o danni irreversibili alla salute.

La classificazione dei DPI per la protezione delle vie respiratorie distingue tra respiratori a filtro e respiratori isolanti, ciascuno concepito per condizioni operative specifiche. 

I fattori determinanti nella scelta sono due: la percentuale di ossigeno presente nell'ambiente di lavoro, e la tipologia di sostanze chimiche a cui il lavoratore risulta esposto.

Questa guida esamina la classificazione, i criteri di selezione e il quadro normativo applicabile ai DPI vie respiratorie di terza categoria.

 

Cosa sono i Dispositivi di Protezione Individuali

L'articolo 74 del D.Lgs 81/2008 definisce il Dispositivo di Protezione Individuale come:

“qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore, allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.”

La definizione include i sistemi di collegamento progettati per connettere i dispositivi a punti di ancoraggio sicuri.

 

Quadro normativo

Il riferimento normativo per la progettazione e fabbricazione dei DPI per la protezione delle vie respiratorie è il Regolamento UE 2016/425, entrato in vigore il 21 aprile 2019.

Il D.Lgs 17/2019 ha recepito tale regolamento in Italia, suddividendo i dispositivi in tre categorie:

  • prima categoria - per rischi di lieve entità a progettazione semplice

  • seconda categoria - per dispositivi che non rientrano nelle altre categorie

  • terza categoria - per DPI a progettazione complessa destinati a salvaguardare da rischio di morte o lesioni gravi di carattere permanente.

 

I DPI per la protezione delle vie respiratorie appartengono a quest'ultima categoria, proteggendo da sostanze pericolose per la salute, atmosfere con carenza di ossigeno e agenti biologici nocivi.

L'articolo 77 del D.Lgs 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro deve effettuare l'analisi e valutazione dei rischi, individuare le caratteristiche dei DPI necessarie e garantirne la conformità ai requisiti normativi. 

I lavoratori - secondo l’articolo 78 - sono tenuti a sottoporsi ai programmi di formazione e addestramento, a utilizzare correttamente i dispositivi, e segnalare eventuali mancanze.

 

Ambito Sanitario e Prevenzione dei rischi

Nel settore sanitario, i DPI per le vie respiratorieriducono l'esposizione a rischi biologici, chimici e fisici derivanti dal contatto con pazienti, fluidi corporei, strumenti contaminati o superfici infette. 

L'ambiente sanitario richiede particolare attenzione alla prevenzione della trasmissione di agenti patogeni, inclusa la gestione delle infezioni nosocomiali.

I dispositivi costituiscono una barriera tra operatore e agente infettivo, rientrando nei programmi di prevenzione insieme a formazione, procedure di isolamento e controlli ingegneristici. 

L'uso sistematico limita la diffusione di virus, batteri e funghi, proteggendo da patologie come epatite, tubercolosi o infezioni - come SARS-CoV-2. 

 

Quali sono i 3 tipi di DPI? 

Come accennato nei paragrafi precedenti, D.Lgs 17/2019 suddivide i dispositivi di protezione individuale in tre categorie, definite in ordine crescente secondo il grado di rischio connesso all'attività lavorativa.


Puoi trovare la descrizione dettagliata delle tre categorie in questo articolo di approfondimento.

I dispositivi di prima categoria comprendono i dispositivi di protezione da rischi di lieve entità che non causano danni gravi o irreversibili - come lesioni meccaniche superficiali o piccoli urti.

Per questi dispositivi la valutazione della conformità è basata sul controllo interno della produzione da parte del fabbricante.

 

La seconda categoria accoglie tutti i dispositivi per rischi di livello intermedio che non rientrano nelle altre due classificazioni - come caschi protettivi o guanti da lavoro standard - e necessità della certificazione di conformità di un ente terzo.

Come già specificato, tutti i DPI per la protezione delle vie respiratorie sono classificati di terza categoria.

 

 

DPI di terza categoria per le vie respiratorie

I dispositivi di terza categoria assicurano il massimo livello di protezione contro rischi capaci di causare morte o lesioni gravi di carattere permanente.

Tutelano il lavoratore da gravi lesioni o patologie derivanti dall'esposizione a gas, vapori, aerosol, liquidi o solidi tossici, corrosivi o nocivi.

 

Di seguito trovi i principali esempi:

 

  • Autorespiratori - proteggono le vie respiratorie da sostanze chimiche nocive, gas tossici o polveri pericolose. Sono dotati di filtri o cartucce specifiche per rimuovere i contaminanti dall'aria inalata, garantendo un flusso controllato di aria respirabile. Durante lavorazioni in ambienti con carenza di ossigeno o forte contaminazione da inquinanti, il ricorso ad autorespiratori specifici è obbligatorio.

 

  • Dispositivi contro agenti biologici - la protezione contro agenti biologici nocivi è affidata a mascherine filtranti FFP2/3, tute di protezione sigillate e visiere specializzate.

 

  • Elettrorespiratori - trovano impiego nelle attività ad elevato rischio di incendio, nelle lavorazioni in impianti chimici o aree a sospetto inquinamento, e nelle operazioni di evacuazione e soccorso.

 

L'impiego dei DPI richiede procedure specifiche stabilite dalla normativa vigente. Il datore di lavoro deve garantire che ogni dispositivo venga utilizzato conformemente alle istruzioni tecniche fornite dal fabbricante.

Per questi DPI, l'addestramento pratico obbligatorio costituisce un adempimento inderogabile per legge, nettamente distinto dalla semplice informazione o formazione generica. 

Questa distinzione nasce dalla complessità tecnica dei dispositivi, e dai rischi elevati connessi al loro utilizzo improprio.

 

Formazione e Addestramento per l'utilizzo dei DPI

Se l'attività lavorativa prevede l'utilizzo di dispositivi per la protezione individuale per vie respiratorie, i programmi di addestramento e la formazione sulla sicurezza sul lavoro devono includere:

  • prove pratiche sull'indossamento corretto del dispositivo;

  • verifiche di tenuta e procedure di manutenzione ordinaria;

  • tecniche di respirazione ottimale durante l'utilizzo in ambiente di lavoro;

  • gestione delle emergenze e modalità di corretta conservazione dei dispositivi.

 

Durante le sessioni pratiche, gli operatori acquisiscono le seguenti competenze fondamentali:

  • riconoscere i segnali di saturazione dei filtri;

  • sostituire tempestivamente le componenti usurate;

  • controllare accuratamente l'integrità delle guarnizioni.

 

La formazione teorica sui DPI per la protezione delle vie respiratorie accompagna sempre la pratica operativa. 

Gli aggiornamenti periodici rimangono fondamentali per garantire il mantenimento delle competenze acquisite nel tempo.

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